Books and Pills #8: Record of a Night too Brief.

You must read this if…

  • STYLE: You are very, very bored by classics, ancient books; stuck in your comfort zone, and need a breath of fresh air, something stimulating, something you… quite don’t understand (but that’s the charm of it).
  • MOMENT: You are busy busy busy, couldn’t focus on a novel. Here are three quirky stories, 60 pages and under, you can read one by one, night after night, commute after commute.
  • THE AUTHOR: Have you read “Strange weather in Tokyo“? If you haven’t, you should. Hiromi Kawakami is a gifted author able to space from more delicate and poetic novels to surrealist, lyrical short stories.
  • JAP-LIT: You’re diving into Japanese literature and want to explore. We read this right after Yukio Mishima‘s “Spring Snow“, a dramatic classic, and the jump from one to the other (drastic), made us notice many small similarities in the flavours of the words, ways of observing and describing reality/the illogical, the moods of the stories; different because the two authors’ styles, but connected by the culture they share.
  • THE MORNIG AFTER: You long for a story (or -ies) that will stick with you and you’ll want to go back and read again because its memory tells you “it can’t be right, this is too weird!” Well, it is: mysterious, a nightmare, a poem with no destination.

Lo devi leggere se…

  • STILE: Se sei davvero, davvero annoiato dai classici, libri antichi; congelato nella tua comfort zone e hai bisogno di una ventata di aria fresca, qualcosa di stimolante, qualcosa che… quasi non riesci a capire (ed il bello è proprio questo!).
  • MOMENTO: Sei super super super impegnata/o, non potresti mai concentrarti su un romanzo. Qui ci sono tre storielle bizzarre, dalle 60 pagine in giù, da leggere una alla volta, notte dopo notte, casa-lavoro / lavoro-casa dopo casa-lavoro / lavoro-casa.
  • L’AUTRICE: Hai letto “Strange weather in Tokyo” aka “La cartella del professore” (Jeeez che traduzione penosa)? Se ancora no, dovresti. Hiromi Kawakami è un’autrice dotatissima, capace di spaziare da delicati romanzi poetici a storie brevi surrealiste e liriche. Il suo è un mondo tutto da scoprire.
  • JAPPO: Ti stai tuffando nella letteratura giapponese per la prima volta e vuoi esplorare. Abbiamo letto questo libro dopo il drammatico classico di Yukio Mishima, “Neve di primavera” e il salto (drastico) ci ha fatto notare tante piccole similitudini nei sapori delle parole, nei modi di osservare e descrivere la realtà/l’assurdo, negli umori delle storie; così diversi nei due autori citati, eppure vicini per merito della cultura che condividono.
  • IL DOPO: Desideri una storia (o -e) che rimanga con te e dalla quale vorrai ritornare, che vorrai rileggere perché il suo ricordo ti suggerisce “no, è troppo strano, mi devo sbagliare!” Beh, è davvero così: misteriosa, un incubo, una poesia senza destinazione.
  • NOTA ITALIANA: Vi toccherà leggerlo in inglese (non troviamo traduzioni), ma non abbiate paura! Lo stile dell’autrice è minimale e molto chiaro, e la traduzione, che arriva da una grande professionista, vi sarà d’aiuto. Consigliato anche a chi sta imparando l’inglese. Buona lettura!

 

The edition of “Record of a night too brief” featured in this post is published by Pushkin Press (2017). Cover design by Nathan Burton. First published as Hebi o Fumu in 1996. English translation by Lucy North.

L’edizione di “Record of a night too brief” in questo post è pubblicata dalla Pushkin Press (2017). Illustrazione di copertina di Nathan Burton. Prima edizione come Hebi o Fumu, 1996. Traduzione inglese di Lucy North.