Editoriale #4 – Fratello, abbi fede!

Non è possibile fare affidamento solo sul tiramisù di Princi a Soho, scimmioni arancioni eletti democraticamente e Dio, per vivere una vita serena. Quello che ci serve è un bel paio di dita incrociate, pazienza e metterci meno scrupoli. E qualche libro di Alain De Botton. Soprattutto se si vive d’arte.

Recentemente mi sono trovata davanti a un tiramisù di Princi, in Wardour Street, Soho, con degli amici. Siamo arrivati alla conclusione che gli anni pari portano sfortuna. Ma non siamo soltanto noi a dirlo, è più o meno un dato di fatto. Basta prendere in considerazione il 2016: Brexit, il Referendum di Renzi, Renzi, migranti disperati, e Mr. Trump. Insomma, aiuto.

In seguito a così tanti avvenimenti spaventosi il termine che lavora da comun denominatore è diventato “fede”. Nella nostra vita, abbiamo bisogno di fede. Non necessariamente in un Dio tradizionale: nel genere umano, nel nostro governo (raramente), o nel bene che resiste nella nostra società. O, perché no, in noi stessi.

In fondo, noi siamo il punto di partenza: siamo noi che eleggiamo i nostri presidenti, che educhiamo i nostri figli, che investiamo nel futuro. Per quanto i vertici possano farci sentire inermi, è vero, ed è necessario tenerlo sempre a mente. È quindi naturale rivolgerci alla nostra fede e chiederle di guidarci per essere la versione migliore di noi stessi; per avere la forza di fare quello che è giusto; per mantenere il controllo su noi stessi quando tutto va male, e avere pazienza.

È chiaro, parte tutto da noi. E quello che ho sempre trovato un messaggio davvero positivo è “investire su noi stessi”. Età a parte, perché ogni essere umano è in costante evoluzione. Viaggiare, studiare, avere una passione, coltivare le amicizie: questi sono solo degli esempi molto generali, ma sono alla base di ciò che ci forma come individui; individui che a loro volta ne formeranno di nuovi, che possono votare e fare delle scelte che influenzeranno il cambiamento della nostra società e del mondo intero a lungo termine.

Ancora prima di investire su noi stessi, dobbiamo conoscerci. Certe persone vivono per il lavoro, altre per la famiglia; alcuni di noi lavorano per i soldi, altri per passione. E ci sono persone che, come la protagonista della nostra quarta storia originale, Dana, scelgono una carriera alternativa. Dana è un’artista: la sua vita si svolge dentro a uno studio, tra colori e ispirazione. Dana non sa cos’è un ufficio, un manager incompetente e le lotte costanti con le risorse umane e lo staff dell’IT.

È importante conoscerci e non paragonarci mai a nessun altro. È importante avere fede in noi stessi, in ciò che vogliamo e nelle scelte che prendiamo ogni giorno, mirate a rendere la nostra vita migliore per noi stessi. È importante essere egoisti quando si comincia nel mondo degli adulti. Immagino (in quanto io qui parlo un po’ per esperienza, un po’ perché ho fede che le cose funzionino così) che poi sia proprio da questo particolare punto di partenza che la versione migliore di noi stessi fiorisca, per poi contaminare tutto ciò che ci circonda.

Ogni vita è complessa, e la vita dell’artista può esserlo davvero un bel po’. Non è una carriera che i genitori incoraggiano, che la società prende sul serio, che dà sicurezza per pianificare il futuro. È una carriera che produce frutti che alla maggior parte della gente non interessa. È una vita che ha costantemente bisogno di essere nutrita con contenuti di un certo spessore. È sempre una lotta per mantenere il controllo su noi stessi, sul nostro talento e sugli obiettivi che non sono determinati dai vertici di un dipartimento. Ma, soprattutto, è un allenamento continuo della mente. Leggere, scrivere, andare a mostre e installazioni, parlare e imparare, conoscere persone nuove, viaggiare: è un mantenimento costoso e alle volte stancante, perché per chi lo fa è un lavoro vero e proprio. Così è come si sente Dana, che in un momento di debolezza abbandona i suoi doveri perdendo di conseguenza l’ispirazione che le serve.

Lavorando fianco a fianco con gli illustratori di ON! Storie ho scoperto una comunità di professionisti pieni di passione, positività e fede nella propria carriera. Ogni artista con cui ON! Storie ha collaborato è una fonte d’ispirazione per il progetto stesso. Per questo curiamo in particolar modo le nostre interviste, affinché possano ispirare chi è sulla stessa strada o sta per incamminarsi su di essa.

Speriamo che il 2016 finisca meglio di com’è iniziato. Speriamo, ancora di più, di avere l’energia per farlo finire nel modo migliore. Abbiate fede fratelli, abbiate fede!

Ms. Kelly, l’illustratrice della macchina da scrivere della settimana, è rappresentata da Handsome Frank. Potete seguire l’agenzia su Instagram, o visitare il loro sito web. Potete seguire Emma su Twitter, o dare un’occhiata al suo sito!