Q&A: HANNAH PECK

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HANNAH PECK ama il disegno scenico, è ispirata dallo spazio e Sir Quentin Blake e, se potesse, scapperebbe nei fiordi Scandinavi per vivere di more e the con pasticcini. ON! Storie le ha fatto 10 domande: venite a conoscere la brillante illustratrice della nostra seconda storia originale.

Hannah, da dove ci scrivi?

Vi scrivo dal mio appartamento di Brighton, proprio sopra una bottega di formaggio. E si vede il mare!

In che modo ti ispira la tua città?

Oltre a Brighton e le sue casette sbilenche, stradine acciottolate e la sua street-art, direi le persone che ho conosciuto qui. Ognuno sembra essere a lavoro sulle Proprie Cose, indipendentemente dai soldi o il suo potenziale successo. Gli impiegati d’ufficio scrivono racconti durante la pausa pranzo, i bibliotecari sono illustratori freelance, i catechisti intagliano il legno, e amici di cui non avresti mai sospettato registrano EP. Questa città ti permette di provare sfacciatamente, perché la creatività è importante. (Oltretutto, qui ci sono un sacco di personaggi esilaranti: ad esempio, signore che portano a passeggio i loro furetti, topless, e sui rollerblades – le signore, non i furetti).

Se non vivessi a Brighton, dove ti piacerebbe vivere e perché?

So che è molto in voga al momento, ma probabilmente da qualche parte in Scandinavia. Pagherei felicemente quel 50% di tasse se ciò significasse mangiare cloudberries e svolazzare sui fiordi cantando Bjork tutto il giorno (perché è così che si vive in Scandinavia, no?) Oltretutto, fika!

Quali sono le tue maggiori fonti d’ispirazione?

Lo spazio e il modo in cui mi fa sentire: la vastità, ampiezza, l’intimità e l’accoglienza. Mi sono trasferita molte volte da bambina, e credo sia per questo che il concetto di casa ha un magnetismo così forte su di me.

Chi sono i tuoi illustratori preferiti?

Al momento sono particolarmente interessata ad illustratori di narrativa come Julia Sardà, Rebecca Green e, ovviamente, Quentin Blake.

Se potessi dedicarti ad un’altra carriera nel mondo dell’arte, quale ti piacerebbe provare?

Oh, tantissime! Il disegno scenico mi ha sempre affascinato, così come l’arredamento d’interni. Qualsiasi cosa che abbia a che fare con lo spazio e l’estetica. Qualcosa del genere, altrimenti rispolvererei la mia vecchia pianola della Casio e mi metterei a produrre della dolce dolce musica.

Di quali colori o strumenti non potresti mai fare a meno?

La mia tavoletta Walcom.

Cosa ti piace fare quando non lavori?

Far finta di capire i documentari sullo spazio-tempo, cucinare per gli amici, leggere, scrivere, andare in chiesa.

Hai un motto che ti tira sempre su e ti rimette in pista?

 Per me ha più a che fare con l’impeto che mi assale mentre sto disegnando, che mi tiene ancorata alla scrivania e mi fa prendere in mano la matita.

Che consiglio ti senti di dare a un illustratore in erba?

Non sprecare tempo ad agitarti per il tuo stile, e a compararlo a quello degli altri. Concentrati su quello che vuoi comunicare e, ancora più importante, su quello che ti fa sentire bene mentre disegni! Non lasciarti influenzare troppo dal lavoro degli altri. Instagram, in modo particolare, può essere davvero opprimente.

Seguite Hannah su Instagram e Twitter! Potete visitare il suo sito qui.